Del ciclo fa parte anche la veduta di Pavia visibile, allo stato di sinopia cioè di disegno preparatorio, riscoperta nel 1933 nella campata lungo il porticato sud, è un importante documento figurativo: è la più antica riproduzione in alzato della città. La sua rappresentazione è inoltre una sorta di ‘manifesto’ politico di Galeazzo II che si voleva autoproclamare pacificatore: la città appare ben fortificata, ma con il ponte levatoio abbassato, ovvero aperta ma immune da intrusioni nemiche perché sotto il dominio del nuovo signore.
La resa pittorica, per quanto oggi deteriorata rispetto a quanto visibile al momento del discoprimento, nel primo Novecento, mostra comunque un grande realismo e sforzo di resa illusiva, ad esempio nei materiali da costruzione e decorativi, etc. ***
È proprio questa raffigurazione che ha portato i recenti studi ad accostare la Veduta con quelle di Giusto de’ Menabuoi a Padova, in particolare quella nel Battistero, e datando la presenza dell’artista giottesco a Pavia intorno al 1367.
I restauri di alcune di queste campate sono l’esito del progetto finanziato da Regione Lombardia, Luci & ombre al Castello Visconteo di Pavia. Avvio del recupero della corte interna (architettura, affreschi, lapidario) per una rinnovata fruizione.