Grazie ai documenti e ad alcune tracce – visibili solo ai più attenti osservatori – è possibile ricostruirne alcuni momenti.
Un esempio è proprio sopra la porta da cui siete usciti, passando dalla biglietteria al porticato: sopra la trave si legge una iscrizione, dipinta in nero su sfondo bianco.
È in caratteri gotici, con diverse abbreviazioni, che si possono sciogliere in: CAMERA DE PROTESTI.
La sala dove si trova oggi la biglietteria del museo era dunque un tempo sede dei pubblici ufficiali che si occupavano dell’amministrazione della giustizia.
Anche altre porte lungo il porticato (est e sud) conservano ancora iscrizioni dipinte: provate a cercarle!
Grazie a un documento del 1469 – una perizia effettuata dal pittore cremonese Bonifacio Bembo che doveva fare una sorta di valutazione di quali decorazioni avessero necessità di un rifacimento – possiamo attribuire agli ambienti una descrizione che prende le mosse dalle decorazioni che accoglievano, o dalla funzione attribuita al tempo.